Home Sweet Home

“Le statistiche dicono che una donna su tre vive come vivo io, in bilico. È vero, io sono un’equilibrista, sono stata addestrata a farlo, cammino su un filo, procedo attenta per evitare i passi falsi perché so che se sbaglio, se non presto attenzione, mi faccio male.”

In Italia sono 6.743.000 le donne che tra i 16 e i 70 anni hanno subito violenza psicologica o sessuale fuori o dentro le mura domestiche (fonte Istat 2007). Un dato allarmante e inaccettabile, che ci ha spinti a raccontare, attraverso il linguaggio limpido e diretto del teatro, un argomento delicato come la violenza domestica, un dramma diffuso, sommerso e taciuto, protetto dal privato familiare e spesso segregato dietro ingressi con targhette d’ottone. Una madre e un figlio narrano una storia apparentemente normale ma che nasconde in realtà verità terribili, e mettono a fuoco l’insana complicità che spesso nasce fra vittima e carnefice, il complesso rapporto fra chi fa del male e chi pensa di meritarlo, la paura di confessare che il nemico è proprio lì, seduto accanto sul divano. Abbiamo voluto affrontare questo argomento con un linguaggio metaforico e coinvolgente affinché, anche dal palcoscenico, possa arrivare un messaggio di sensibilizzazione e cambiamento che promuova la cultura della non violenza.

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