Intervista a Dio

Intervista a Dio

Uno spettacolo così non si è mai visto, né mai si vedrà… perché è recitato nel buio più totale. Gli attori si aggirano in una la sala avvolta nelle tenebre, dialogano, recitano, compiono – non visti – gesti da copione. L’ effetto è a dir poco spiazzante perché la condizione di oscurità confonde e altera le percezioni dei sensi. In scena è Gianfelice Facchetti, pure regista e autore del testo, che, affiancato da Pietro De Pascalis, dà vita ai surreali dialoghi tra Camillo e Vivenzio; tema della pièce è la morte, argomento tabù qui declinato con scaramantica leggerezza. «La mia voleva essere una tragedia – spiega nelle note di regia l’ attore figlio del calciatore, bandiera dell’ Inter – ma è uscito un “drammuncolo”: la possibilità di ricorrere al tragico si è dissolta».

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